Coaching personale

Autostima: cinque piccoli passi per allenare la fiducia in te

Impara a distinguere fatti e giudizi, riconoscere le tue risorse e sperimentare piccoli passi.

Un paesaggio aperto, simbolo di fiducia e cambiamento

La fiducia in se stessi non è una sensazione stabile che si possiede una volta per tutte. Puoi essere sicuro nel lavoro e incerto in una relazione, oppure affrontare con disinvoltura alcune scelte e rimandarne altre. Quando dici «ho poca autostima», vale la pena chiederti in quali situazioni succede e che cosa fai quando quel dubbio compare.

Un percorso utile non parte dall’obbligo di pensare positivo. Parte dall’osservazione: quali pensieri formuliamo su di noi, quali prove consideriamo e quali capacità trascuriamo?

Riconosci la differenza tra fatto e giudizio

Immagina di intervenire durante una riunione e di perdere il filo. Il fatto è che hai esitato per qualche secondo. Il giudizio potrebbe essere: «Non sono capace di parlare davanti agli altri». La seconda frase racconta molto più dell’episodio: trasforma un momento in una caratteristica permanente.

Prova a sostituire il giudizio con una descrizione accurata: «Oggi ho perso il filo e mi sono agitato; posso preparare due punti chiave la prossima volta». Non è un modo per minimizzare l’accaduto. È un modo per non perdere le possibilità d’azione.

Cerca prove concrete delle tue risorse

Un esercizio semplice consiste nello scrivere tre situazioni affrontate negli ultimi mesi, anche piccole. Per ciascuna indica che cosa hai fatto, quali difficoltà c’erano e quale tua capacità è stata utile. Forse hai chiesto un chiarimento anziché restare in silenzio, rispettato un impegno o gestito una discussione con calma.

Se ti è difficile trovare esempi, chiediti: «Che cosa riconoscerei di buono a un amico che avesse fatto le stesse cose?». A volte utilizziamo criteri molto più severi con noi stessi che con gli altri.

Allenati con obiettivi alla tua portata

La fiducia aumenta anche quando vediamo di riuscire a fare ciò che ci eravamo proposti. Per iniziare, scegli un comportamento piccolo e osservabile: esprimere un’opinione in una conversazione, chiedere informazioni prima di dire sì, oppure dedicare venti minuti a un’attività che rimandi.

Non serve riuscirci perfettamente. Dopo il tentativo annota: «Che cosa ho fatto? Che cosa ho imparato? Che cosa cambierò?». Una difficoltà non annulla il valore dell’esperimento.

Evita il confronto continuo

Confrontarti con altre persone può aiutarti a imparare, ma diventa un ostacolo quando confronti il tuo inizio con il risultato finale di qualcun altro. Scegli un riferimento più utile: una situazione simile affrontata da te qualche tempo fa. Che cosa riesci a fare oggi che prima evitavi? Anche progressi modesti meritano di essere riconosciuti.

Un esercizio per i prossimi sette giorni

  1. Scrivi un contesto in cui senti poca sicurezza.
  2. Individua il pensiero che compare più spesso.
  3. Descrivi un fatto che sostiene quel pensiero e un fatto che lo rende meno assoluto.
  4. Scegli una piccola azione da provare entro sette giorni.
  5. Rileggi l’esperienza distinguendo il risultato da ciò che hai imparato.

Se il disagio è intenso o persistente, oppure limita significativamente la tua vita, può essere importante confrontarti con un professionista della salute mentale. Il coaching non sostituisce la psicoterapia: lavora su obiettivi e comportamenti che desideri sviluppare.

Per iniziare in autonomia puoi usare il diario dell'autostima disponibile nelle risorse gratuite. Se vuoi confrontarti su un obiettivo concreto, trovi anche i percorsi di coaching.

Quale idea ti è stata utile? Puoi sceglierne una e provare a metterla in pratica prima di passare alla successiva.

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